Atene Sarda e Romano Ruiu
NUORO e ROMANO RUIU. Nel Novecento un grande fermento culturale ha dato vita ad una importante avanguardia artistica della Sardegna e il notevole miglioramento dei trasporti per la comunicazione col Continente ha reso possibile la diffusio ne oltremare delle opere di Grazia Deledda divenuta poi Nobel per la Letteratura nel 1926, dell'arte dei pittori, delle parole dei poeti, delle celebri sculture di Francesco Ciusa. Nuoro divenne un centro culturale di grande rilievo e Capoluogo di Provincia nel 1927. Si allargano i servizi e i posti di lavoro amministrativi, iniziano a trasferirsi a Nuoro molti abitanti dei paesi limitrofi e fra questi altri artisti, che contribuirono ad imporre il rispetto della cultura locale, fu tollerato l'uso di indumenti della tradizione, nonostante le politiche nazionaliste del periodo. Negli anni trenta la città non raggiunge ancora i 10.000 abitanti. Siamo a Nuoro nel 1935 e nasce Romano Ruiu, da Mario, uomo silenzioso e chiuso, con l'hobby per la cucina, graduato dell'Esercito del regime col quale partecipò alla guerra in Libia, molto attento nell'aiutare i malati ed il prossimo, e da Pietrina Serra, minuta, arzilla, simpatica e paziente casalinga, madre di 11 figli: Romano, Gianfranco, Angelo (ciullìno), Corrado, Nino, Pia, Stefania (cicci), Luciana, Mariolina, Adele, Ottavia. Famiglia che risulta dai "zìstros nugoresos" come "sos de Pettòne". Il futuro scrittore nacque nella bella casa del nonno GiovanAngelo Ruiu in Santu Predu, contraddistinta da una grande corte e dalla pianta di mimosa al centro che descriverà poi: "tutto fiori e verde" ... e vi "cavalcava verso luoghi sconosciuti come un antico cavaliere di ventura". In seguito il trasferimento a Istiritta, che racconta come distacco doloroso da spazi tanto amati in tenera età, ma anche l'adattamento al nuovo e ai nuovi amici, che continuerà a descrivere come "giochi spensierati, gare di tuffi nel fiume di Caparedda, le guerre tra bande dei rioni", proprio come nella storia epocale dei ragazzi della Via Paal... Romano cresce in un mondo tutto suo, sembra non avere grande interesse né dei problemi dei fratelli né di quello che lo circonda, era affettuoso ma lontano dagli altri allo stesso tempo, inizia a mostrare amore per la poesia, il canto e l'arte, come diceva la madre: "era completamente diverso dai suoi dieci fratelli, aveva lo stesso carattere del padre...". Si diploma nel 1956 all'Istituto Tecnico Geometri di Nuoro. Cresce frequentando pochi intimi, coi quali ha legato un'amicizia sincera, leale, scambia con essi importanti lezioni di vita: Agostino Sini, col quale condivideva l'amore per la natura, le lunghe passeggiate a Sedda Ortai, a Valverde e al fiume di Caparedda; Antonio Sini col quale condivideva la passione per la poesia e l'arte in genere, Paolo Casu e Salvatore Pirisi che sono stati anche custodi dei suoi lavori inediti e personali, i quali testimoniarono gli insegnamenti tratti dall'amicizia con Romano Ruiu "un amore sviscerato per tutto quello che è Nuoro, il nuorese, la vita, l'ambiente, la storia e le tradizioni, il piacere di porsi con gli altri, di darsi ai deboli e ai vinti, la sensibilità per le iniziative culturali...". Romano diventa animatore culturale, intellettuale, inizia ad amare la musica ed il canto: frequenta assiduamente Giampaolo Mele e gli amici del Coro di Nuoro, con alcuni dei quali nasce anche un legame di famiglia, allena la sua voce da basso e spesso l'eco si sente nella valle del nuraghe, dove ama passare tanto tempo per cantare in libertà. Inizia a fare ricerca di documenti originali soprattutto presso l'Archivio di stato di Cagliari e inizia a viaggiare alla ricerca di approfondimenti professionali. Si sposa con la signora Anna Breone nel 1963, dopo due anni nasce Massimiliano, dopo otto Laura. Ha esordito nel 1967 con un romanzo autobiografico 'Il salto del fosso' ottenendo il meritatissimo secondo premio Grazia Deledda nel 1968, per la sezione opera prima. Nel 1970 ha pubblicato il Dramma in 2 atti 'Quel giorno a Buggerru' ovvero la rievocazione dell'eccidio del 1904 nelle omonime miniere, rappresentato già dal 1971 come opera teatrale. In seguito, nel 1972, si è dato alle stampe 'Su Connottu', l'azione scenica in due tempi sulla sommossa scoppiata a Nuoro il 26 Aprile 1868, detta appunto Rivolta de su Connottu, contro gli effetti della Legge delle Chiudende. Romano Ruiu è stato per molti anni collaboratore di quotidiani come La Nuova Sardegna, L'Unione Sarda e di riviste letterarie quali 'Ausonia'. Le sue poesie sono in importanti raccolte antologiche. Il suo nome è associato alle "Figure rappresentative della vita culturale e politica nella Nuoro del Novecento" dal Rotary Club Nuoro, oltre che tra i cento illustri di "Tutti nuoresi" scritto da Marcello Fois in occasione di Nùoro Capitale Cultura 2020. Gli scritti di Romano Ruiu vengono definiti dal critico letterario Giorgio Bàrberi Squarotti una scoperta ed un esempio poetico nuovo di cui bisognerà tenere conto per sempre. L'ultima opera dello scrittore è uscita postuma nel 1974, con l'impostazione da lui voluta e trattasi della raccolta delle sue poesie intitolata 'La danza dell'Argia'. Non è mai stato pubblicato un romanzo incompiuto a causa della sua morte "L'Uomo d'Orgosolo", che ritrae la storia drammatica di un carcerato sardo, oltre a inedite bellissime poesie e novelle. A Nuoro, la sua città natale, vi è stata dedicata la via omonima, nel quartiere di Badu 'e Carros, parallela alle vie dedicate a Dessanay e Biasi. E' stato anche un cultore della lirica e uno dei fondatori dello storico Coro di Nuoro insieme all'etnomusicologo di scuola nuorese Giampaolo Mele, nel quale è stato componente e cantante col ruolo di Basso-Baritono, indubbiamente storica la sua voce solista nei primi lavori musicali. Ha collaborato inoltre al progetto (quale Geometra responsabile del comune di Nuoro) nella costruzione della "Piazza-monumento Sebastiano Satta", disegnata dal suo amico Costantino Nivola, stese appunto il 'Carteggio' tra il 1965-1967. In seguito, dichiarerà al quotidiano La Nuova Sardegna che "la Piazza Satta è il miglior teatro all'aperto di cui Nuoro possa disporre, e forse non solo Nuoro... Posizione, acustica, architettura circostante, dimensioni e forma geometrica, ogni elemento ha risposto perfettamente e vorremmo che la piazza venisse usata in futuro per spettacoli di prosa, concerti, recital, per le manifestazioni culturali di vario genere...". L'attore e scrittore Mario Faticoni elogia Romano Ruiu quale eccezionale organizzatore culturale e raro intellettuale, altruista, sempre presente a convegni, spettacoli, manifestazioni culturali ed artistiche in genere, riusciva sempre nell'intento di trasmettere al prossimo interesse per la cultura altrettanto genuino e costruttivo. Come scrittore di teatro era un grande organizzatore, stendeva prima i lavori, poi cercava consigli e collaborazione degli altri, organizzava la naturale prosecuzione e badava sempre all'impatto dell'opera con gli operatori teatrali e con il pubblico. Un uomo che non conosceva il concetto di disimpegno e passatempo, un uomo che in nessun momento della giornata e in nessun incontro umano, lasciava cadere la possibilità di un frutto di una costruttività. Un grande catalizzatore di incontri e scambi tra il grande patrimonio sardo di problemi e figure ed i suoi interlocutori. Romano Ruiu: colui che non aspetta un momento magico per scrivere e non cerca la compiacenza del sistema per mettere in moto la cultura, prezioso esempio per tanti giovani pensosi e sensibili della nostra isola. Anche lo scrittore, poeta e saggista Francesco (Ciccìttu) Masala promuove Romano Ruiu per la fantasia creativa e per l'introduzione nella trama scenica di documenti inediti, soprattutto in relazione ai drammi teatrali, promuove Su Connottu quale "controstoria della Sardegna". Premia il coraggio dello scrittore nel mettere a nudo sempre ingiustizie e violenze che sono la storia delle genti sarde e per l'uso della lingua sarda nei brani, che resiste alla lingua dei vincitori, segno intangibile e testimonianza del colonialismo. Il regista Gianfranco Mazzoni nelle sue note spiega come lo spettacolo di su connottu lo ha avvicinato alla cultura popolare, dove si valorizza la lotta delle masse contadine ed il rapporto del popolo con il potere. Elogia la voce storica, sociale, politica e popolare di Ruiu nel suo testo teatrale, resa oltremodo espressiva con l'inserimento di canzoni, poesie e documenti propri di quel mondo. Anche lo scrittore Natalino Piras nel diario del convegno organizzato nel Dicembre 1994, parla dell'eredità di Romano Ruiu a vent'anni dalla sua morte, la grande qualità della partecipazione emotiva che ha avuto nello scrivere, il suo senso di nuoresità, l'importanza delle sue opere per la formazione del lettore, il ritorno a Nuoro quale rivolta contro la sorte "il fosso", inoltre fa un appello perché l'eredità letteraria "sia ristampata e filologicamente curata". Nello stesso convegno fecero seguito gli interventi dello storico Giacomino Zirottu, dello scrittore Mario Faticoni e dell'artista Corrado Gai. Ritroviamo elogi anche degli scrittori Dolores Turchi e Gianfranco Pintore. Diversa corrispondenza e varie dediche testimoniano il legame di amicizia di Romano Ruiu con Maria Giacobbe, Pablo Neruda, Costantino Nivola, Manlio Brigaglia. La carriera di Romano Ruiu finisce a soli 38 anni a Nuoro, dove muore l'8 Maggio 1974 per via di un male incurabile, lascia la moglie, un figlio di 9 anni e una figlia di pochi mesi. Al suo funerale partecipa una folla commossa, tra la quale una delegazione di senatori, accompagnati da Gonario Pinna, suo estimatore. Oggi è ricordato tra i nuoresi illustri, perciò è vivo in mezzo a noi e noi siamo i suoi sogni, le sue ambizioni. M.R. e C.R.
ALTRE VOCI:
https://web.nuoroapp.it/
https://it.wikipedia.org/wiki/Nuoro
https://www.comune.nuoro.it/new-portal/index.php
https://www.sardegnaturismo.it/it/luoghi/centro/nuoro
https://www.provincia.nuoro.it/index.php
https://www.italia.it/it/scopri-litalia/sardegna/nuoro.html

